Titolo del libro: CARTOGRAFIA DELL'ESTREMO ORIENTE - Titolo della mappa: Tutti i paesi del mondo, di Nagakubo Sekisui
Per secoli, l’Oriente «scomparve» dal panorama dell’Occidente. Fu soltanto nel Basso Medioevo, a seguito dei grandi viaggi dei mercanti, come Marco Polo, lungo la Via della Seta, che la regione orientale si ritrovò sotto lo sguardo dell’Europa. Da quel momento le culture orientali furono oggetto di valutazioni di ogni genere, spesso alimentate dai pregiudizi del mondo cristiano e da un immaginario affamato di esotismo. Oggi, grazie allo studio delle poche opere di cartografia orientale pervenute fino a noi, sappiamo che in quell’epoca nell’Asia orientale la concezione del mondo era totalmente diversa da quella europea. Attorno al 1785, Nagakubo Sekisui, il primo cartografo giapponese a lavorare con criteri scientifici, pubblicò un mappamondo che modificò la visione che i suoi compatrioti avevano del globo terrestre. Il suo lavoro, basato sul planisfero di Matteo Ricci del 1602, rispose alla crescente curiosità dei giapponesi per l’Occidente.